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Chelsea, Sarri: "Voglio divertirmi, De Laurentiis non mi ha capito"

Il tecnico: "Devo imporre la mia filosofia in poco tempo. Non ho chiamato Conte, giochiamo in modo diverso"

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Si presenta parlando inglese, come aveva già fatto nell'intervista esclusiva al sito ufficiale del club. Poi passa all'italiano perché non vuole "dire nulla di sbagliato". Maurizio Sarri, nuovo allenatore del Chelsea, è pronto alla sua prima esperienza all'estero.

"Avevo una situazione da risolvere col Napoli e non ho potuto pianificare nulla per il Chelsea. Sapevo che i Blues erano interessati a me, ma la cosa si è risolta solo di recente e avremo qualche problema da risolvere nella preparazione, ma lo faremo da subito. Per me è una sfida difficile ma affascinante, perché siamo in un campionato con le squadre e i giocatori più forti del mondo. Non ho chiesto nulla ad Ancelotti, voglio farmi la mia esperienza. So che non sarà semplice perché al momento in Premier League ci sono giocatori più forti rispetto alla Serie A, ma non cambierò il mio modo di giocare"

"Non so cosa devo fare per tenere il mio posto, voglio divertirmi e avere una squadra competitiva. A Napoli ci sono riuscito, spero anche qui. Spesso è più bello giocare bene, divertire i tifosi e non vincere piuttosto che il contrario, ma ovviamente spero di vincere qualche trofeo. Di Napoli ho un ottimo ricordo, dei tifosi e di tutta l'esperienza, li amerò per sempre. C'è stata qualche incompresione con il presidente ma mi si è spezzato il cuore a lasciare gli azzurri. Se ci siamo lasciati male con la società vuol dire che ci sono stati errori da entrambe le parti. De Laurentiis ha interpretato male i miei silenzi che erano frutto di incertezza di chi aveva il cuore straziato a pensare di lasciare. Ma tra un po' di tempo sarà tutto separato".

"Tutte le cose buone che ha fatto Conte non vanno disperse, ma la bravura di un allenatore è anche quella di imporre la propria filosofia in poco tempo. Nono so quanto ci metterò, magari tre mesi come a Empoli, magari meno come a Napoli. Spero di essere migliorato ancora ed accorciare ulteriormente il periodo di apprendistato".

"Come mi presento? Vorrei che tutti mi chiamaste Maurizio. Non ho chiamato Conte che qui ha ottenuto risultati straordinari. Ma io ho un gioco leggermente diverso, voglio farmi la mia esperienza anche con i miei errori. Io mi sento un allenatore da campo e non un manager a tutto tondo. Sono uno dei pochi allenatori che è annoiato dal mercato, non mi piace parlarne e non mi interessa. Il nostro compito è quello di far crescere i giocatori a disposizione. È chiaro che tutti vorremmo tenere i giocatori più forti, ma vedremo come andrà il mercato nei prossimi giorni".

"Io sessista ed omofobo? Sono errori fatti in un momento di rabbia con una parola di troppo. L'altro non era neanche un errore, si trattava di una giornalista con la quale ho scherzato per tre anni, è stata una interpretazione molto allargata della vicenda reale. Nessuno, tra le persone che mi conosce bene, possa definirmi così, né omofobo né sessista né razzista. Sono una persona estremamente aperta a livello di mentalità, non ho questo tipo di problemi. Spero di dimostrarlo nel periodo di tempo in cui lavorerò e vivrò qui. Scusarsi conta poco, avere un atteggiamento professionale e morale conta molto. Spero mi conosciate a fondo e spero che possiate cambiare idea, spazzata via molto velocemente dal vostro cervello".