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Coppa Italia, Juventus-Lazio 2-0: Allegri, primo pezzo di Triplete

I bianconeri vincono all'Olimpico con i gol di Dani Alves e Bonucci. Palo di Keita in avvio

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JUVENTUS-LAZIO 2-0 (tabellino e cronaca)

Il primo pezzo della caccia al Triplete è già in bacheca: la Juve porta a casa la Coppa Italia e comincia a prendere la strada della leggenda che la porterà fino alla notte del 3 giugno, a Cardiff. La speranza dei bianconeri è che sia come quella dell'Olimpico, dove la Lazio perde 2-0 ed era sotto di due gol già dopo 24 minuti. Perché nel calcio la proprietà transitiva non vale. Conta, quella sì, la differenza di valori e quando è così evidente è difficile spazzarla via: la Lazio aveva fatto fuori la Roma che appena tre giorni fa ha rinviato la festa scudetto della Juve. Il passaggio che manca è che domenica sera Allegri e i suoi ragazzi potevano tranquillamente permettersi di perdere. Nello stesso stadio mostrano che quando devono vincere, lo fanno. Doha (con la sconfitta ai rigori in Supercoppa contro il Milan) per ora resta un'eccezione. In attesa del sesto titolo di fila, impresa mai riuscita a nessuno, la Juve conquista la terza Coppa Italia di fila, la dodicesima della sua storia. E anche questo è un record.

Contro la Lazio, quasi quattro mesi fa, la Juve aveva dato la svolta alla propria stagione: Allegri si era "inventato" le 5 stelle e il 4-2-3-1 che lo avrebbe proiettato in una dimensione più europea. Rispetto a quella partita, però, all'Olimpico va in campo un'altra Juve: Neto al posto di Buffon, Barzagli al posto di Lichtsteiner, Marchisio e Rincon a centrocampo invece di Khedira e Pjanic, Dani Alves sulla linea dei trequartisti e non Cuadrado. Cinque elementi diversi, stesso modulo (ma più facilmente modificabile in corsa in 4-4-2 o 3-4-2-1), soprattutto identica mentalità e quasi identico risultato. Allora servirono 16 minuti per segnare 2 gol, stavolta 24. Certo, il primo pericolo lo corre Neto sul tiro di Keita deviato da Barzagli che finisce sul palo, poi però è solo Juve.

Nei primi 24 minuti la Juve tira sette volte, sempre in porta: prima due botte di Higuain e Dybala, poi il gol di Dani Alves, sempre più decisivo, con un tiro al volo su cross di Alex Sandro; quindi ancora un'occasione colossale per Higuain (che da due passi centra Strakosha, prima bravo a dire di no a Dybala), infine il raddoppio di Bonucci su un altro assist (stavolta di testa) di Alex Sandro, sugli sviluppi di un calcio d'angolo. La Lazio paga anche la scelta di Inzaghi di far giocare un Parolo acciaccato e conseguentemente spaesato, costretto a uscire al 21': l'errore di Lulic sull'1-0 e quello di De Vrij sul raddoppio fanno il resto, ma è tutta la squadra ad andare in costante difficoltà tutte le volte in cui perde palla.

La Juve lascia di fatto l'iniziativa alla Lazio per tutta la partita, a fare la differenza sono la tenuta difensiva e la capacità di ripartire in velocità e con più uomini, almeno nella prima parte, con Dybala bravissimo a trovare la posizione tra le linee. I biancocelesti, privi di Felipe Anderson per oltre 50 minuti, lasciano troppo isolati Immobile e Keita e il 3-5-2 di Inzaghi non dà l'effetto sperato: non è un caso che l'ingresso del brasiliano costringa subito Neto a due interventi (uno su Immobile). Piano piano, però, come le riesce spesso, la Juve addormenta la partita e tenendo il ritmo basso si avvia alla prima festa, rischiando pochissimo e sfiorando, anzi, il terzo gol con Higuain. Domenica, allo Stadium, battendo il Crotone può conquistare anche il sesto scudetto consecutivo. Pare che ci sarà solo un brindisi: per il bus scoperto in giro per Torino l'appuntamento è rimandato a giugno.