Premium Sport

Rivoluzione dalla D alla Terza categoria: maglie personalizzate

Stop con l'obbligo della numerazione dall'1 all'11: anche i dilettanti entrano nella nuova era

  • TTT
  • Condividi

"Questa è la mia maglia". Lo slogan scelto dalla Figc è chiaro, diretto e annuncia una rivoluzione: l'addio dell'obbligo di numerazione dall'1 all'11 nel calcio dilettantistico. Può sembrare una banalità, non lo è affatto: consente un risparmio economico e logistico alle società, perché ogni calciatore avrà il proprio numero di maglia, consente ai calciatori dilettanstici di emulare in qualche modo i loro "colleghi" professionisti.

Il cambiamento epocale coinvolge tutte le categorie, dalla Serie D alla Terza categoria, passando ovviamente per Eccellenza, Promozione, Prima e Seconda categoria: secondo voi che numero sceglierà, ad esempio, Diego Armando Maradona jr che oggi ha ufficializzato su Facebook il suo passaggio all'Afro Napoli United, Promozione campana? Vederlo con la 10, sempre e comunque, sarà quasi certo.

Al di là dei calciatori più o meno famosi che a volte scelgono di giocare in categorie inferiori, ovviamente la svolta sarà soprattutto per le squadre composte da amici o magari colleghi di lavoro, squadre di paesini piccolissimi che ora potranno sognare di indossare il numero 20 come Pablito Rossi al Mondiale '82, o magari il 23 di Michael Jordan (come fanno tanti calciatori professionisti), la 99 di Cassano e persino il 17 di Cannavaro. Sarà la loro maglia, in ogni caso. Come recita lo slogan.