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Allegri: "Bonucci doveva essere il futuro capitano della Juventus"

Il tecnico a Premium: "Qui ci sono grande disciplina e regole da rispettare"

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Massimiliano Allegri a tutto tondo. In occasione del suo 50esimo compleanno Premium Sport ha realizzato un'intervista esclusiva al tecnico della Juve che si è confessato con Sandro Sabatini. A partire dall'arrivo in bianconero, nel 2014: "Nella mattina del 16 luglio c'erano in ballo diverse cose, la Nazionale... e ho ricevuto una telefonata sull'incontro con i dirigenti della Juve nel pomeriggio. Io non riuscivo a capire. Scoprii che Conte si era dimesso quando alla sera stavo andando dal Presidente. Mi chiesero se fossi disponibile e io riposi di sì perché credevo che quella squadra avesse ancora molto da dare. Veniva da tre anni di successi in Italia e pensavo che potesse fare qualcosina di meglio ancher in Europa".    

E così in effetti è stato sotto la sua gestione: "Fare due finali in tre anni non è una cosa da poco. Mi è dispiaciuto che tanti non abbiano apprezzato quanto abbiamo fatto. L'apprezzeranno poi in futuro, fra qualche anno capiranno. Magari alla terza finale vinciamo: anche quest'anno comunque faremo una grande Champions. Quale partita vorrei rigiocare tra la finale di Berlino, il ritorno degli ottavi con il Bayern a Monaco e la finale di Cardiff? Vorrei giocare a Kiev...".

Sguardo al futuro dunque ma è inevitabile tornare con la mente al sogno Champions svanito: "Con il Real abbiamo disputato un bel primo tempo. Il pericolo era la ripresa anche perché avevo due giocatori zoppi, Mandzukic e Pjanic. Il Real nella prima frazione ha compreso la difficoltà della partita e nella ripresa, uando ha ha capito che poteva schiacciare l'acceleratore, l'ha schiacciato. E così devono fare le grandi squadre. Nell'intervallo non è successo assolutamente niente. Mi sono divertito un sacco quest'estate: sono state inventate delle cose...sarebbe impossbile fare un film di quello che è venuto fuori a Cardiff. Dobbiamo ripartire da questa partita e avere la rabbia, positiva, dentro".

Rabbia e non solo: "Mi piace scherzare e avere un rapporto con i giocatori, non amichevole, sempre di rispetto. Non c'è niente di male se l'allenatore si mette a giocare a basket o fare una sfida a porticine con un calciatore. Il dna della Juventus è vincente e soprattutto c'è una grande disciplina, ci sono delle regole da rispettare. Questo è molto importante per i giocatori. Chi arriva qui se può essere da 8, riesce a essere da 9. Il Presidente Agnelli è giovane, ha grandi idee è molto bravo a miscelare la tradizione di una famiglia insieme ai suoi propositi per l'estero per far diventare la Juve una società a livello mondiale" .

E a proposito di rapporti ha fatto discutere molto la 'rottura' con Bonucci, poi passato al Milan: "A me è dispiaciuto molto. Leo doveva essere il futuro capitano della Juventus, l'uomo spogliatoio per il futuro, trasmettere quello che è la Juve ai ragazzi. Però ha fatto una scelta. Non va fatta una colpa a lui, alla società o all'allenatore. La colpa non è di nessuno".

Nella sua carriera al Milan e alla Juve sono diversi i 'big' che Allegri ha avuto a dispoisizione:  "Io preferisco sempre allenare i grandi campioni perché con loro ho un confronto significativo, tosto. Ibrahimovic è particolare, giocatore straordinario ma  ogni tanto pretendeva che gli altri facessero le cose che faceva lui. Cercavo di farglielo capire...I giocatori non sono tutti uguali in una squadra di calcio: inutile che ci raccontiamo le favole. Buffon è diverso dagli altri. E' ancora il numero 1 nel suo ruolo e ha un futuro a livello dirigenziale, magari in federazione. Parlo con lui, mi confronto e a volte ha bisogno del sostegno dell'allenatore".