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Champions, 3-1 al Dortmund: il Monaco vola in semifinale dopo 13 anni

A segno Mbappè, Falcao e Germain. Inutile la rete di Reus

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MONACO-BORUSSIA DORTMUND 3-1 (Qui cronaca e tabellino)

Il Monaco è fra le quattro grandi d'Europa dopo 13 anni. La squadra di Jardim a questo punto non può precludersi davvero nulla. Contro il Borussia Dortmund i monegaschi dimostrano, se ce ne fosse ancora bisogno, di avere a disposizioni le armi per fare male a chiunque.

A partire da un attaccante con un grande senso del gol come Mbappé: il 18enne fulmina Burki dopo soli tre minuti di gioco realizzando la 16esima rete nelle ultime 16 partite. Nell'occasione (oltre alla prima parata imprecisa dell'estremo difensore del Borussia) è determinante lo sfondamento da parte di Mendy, un inesauribile stantuffo sull'out di sinistra. Sulle fasce, con le continue sovrapposizioni, i padroni di casa praticamente dominano e dal lato sinistro arriva il raddoppio di Falcao al 17': cross di Lemar e stacco vincente del numero 9. La fortuna poi assiste i biancorossi perché sull'1-0 il palo salva Subasic sulla splendida punizione di Sahin. In generale però l'undici di Tuchel va spesso in affanno contro le ripartenze degli avversari che comunque si chiudono con ordine rischiando solamente nel finale di prima frazione.

Nella ripresa il 2-1 siglato al 48' da Reus, bravo a sfruttare nel migliore dei modi l'assist di Dembelé, riapre i giochi galvanizzando il Dortmund. E allo stesso tempo risveglia il Monaco, che risponde colpo su colpo. Le occasioni più clamorose poi capitano ai padroni di casa: Falcao spreca calciando alto a tu per tu con Burki al termine di un'azione pregevole mentre il destro di Mbappé sfiora il palo. Le due punte fanno la differenza tenendo costantemente in apprensione la difesa tedesca. Dall'altra parte invece i tentativi dei giallorossi si infrangono sul muro rivale (ottima la prestazione dell'ex Torino Glik): gli uomini di Jardim, trascinati da Bakayoko in mediana, resistono senza troppa sofferenza e all'82' in contropiede Germain, servito dallo strepitoso Lemar, chiude definitvamente i conti.