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Napoli, Sarri: "Shakhtar sottovalutato. Milik-Mertens una possibilità"

Il tecnico: "Mercato chiuso prima? Mi davano del folle, ora lo dice Agnelli..."

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Maurizio Sarri torna a parlare ("il silenzio stampa è stato deciso dal club e io mi devo adeguare") e tiene alta la concentrazione in vista della prima partita del girone di Champions League contro lo Shakhtar Donetsk: "Il primo match è sempre condizionante. Quella ucraina è una squadra molto sottovalutata perché gioca in un campionato che non seguiamo e non conosciamo. L’obiettivo per il momento è superare la gara di domani, poi dovremo qualificarci".

Il tecnico del Napoli anticipa i temi della gara: "Sarà una sfida difficile, lo Shakhtar è una squadra di grande tecnica, che attacca con tanti giocatori e ci può creare delle difficoltà mostruose". Sulla formazione: "Callejon-Milik-Mertens è una possibilità. Si dice che cambio pochissimo ma si tratta di prevenzione: l’anno scorso ho utilizzato 24 giocatori e siamo stati una delle squadre che ho utilizzato più giocatori. É un luogo comune quello che io non cambio mai".

Il Napoli si è dimostrato più maturo come ha dimostrato la vittoria di Bologna? "Tra la mentalità di una grande squadra e un pizzico di fortuna la differenza è sempre abbastanza minima. Nel primo tempo mi sono arrabbiato poi abbiamo fatto un discreto secondo tempo e abbiamo raggiunto il risultato ma noi dobbiamo concentrarci più sulle prestazioni che sul risultato. Dobbiamo giocare bene per 90' e non solo per 40' se no prima o poi ci lasciamo le penne: non sono del tutto soddisfatto delle nostre ultime prestazione".

Una risata come commento alla previsione di Raiola ("Sarri andrà via dal Napoli"): "Me la trova lui la squadra? Questa è l'ultima cosa a cui penso". Più serio su Hamsik: "Giocatore unico nella nostra rosa, un fuoriclasse insostituibile: lo faccio giocare tutte le partite e quindi quello è l'unico modo per farlo riposare". Infine, sulla chiusura anticipata del mercato: "Quando lo dicevo io mi davano del folle, ora che lo dice Agnelli tutti la vedono come cosa positiva...".