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Zidane: "Juve, ti devo molto. Ma non sei ai livelli del Real"

Il tecnico dei blancos a Repubblica: "Nei primi mesi in bianconero tutti dicevano che ero un acquisto sbagliato"

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Gli dicono che è cambiato, Zinedine Zidane stenta a crederci. Lui si vede sempre lo stesso, anche se alla fine ammette: "Oggi sorrido di più". Ovvio: allena il Real Madrid e di meglio non poteva chiedere. "Il top del top - ha detto a Repubblica -. Il club più grande del mondo. Ricordo le sensazioni del mio primo giorno al Bernabeu, quando il Real Madrid mi comprò dalla Juventus. Non avevo mai neppure giocato lì, fui presentato al pubblico, provai un’emozione indimenticabile, come uomo e come calciatore, mi dissi: ‘Qui starò da Dio. E farò cose meravigliose". Le ha fatte. Praticamente subito: quel gol al Leverkusen nella finale Champions è rimasto ancora nelle sigle.

La Champions, con la Juve, non l'ha mai vinta. Anzi, ha persino rimosso il numero di finali perse: "Vincemmo un paio di campionati e perdemmo una finale di Champions… Anzi due, avevo rimosso quella contro il Dortmund nel ’97. Con le sconfitte capita". Non ha rimosso i giudizi negativi nei primi mesi: "Devo molto ai bianconeri. Arrivai a 24 anni dal Bordeaux, per me fu un grande passo in avanti. Non era un club ai livelli del Real Madrid, che è il più grande di tutti, ma imparai moltissimo, crebbi come calciatore e come uomo. E i primi tempi giocavo male, non ero inserito, tutti dicevano che ero un acquisto sbagliato. Solo Marcello Lippi credeva in me. Alla fine ebbe ragione lui. Così tanto che oggi, a distanza di anni, ecco cosa dice Zidane di se stesso: "Oggi non esiste un giocatore che si possa paragonare a me. Non mi piacciono i paragoni, ma uno Zidane adesso non esiste proprio. Ero unico".