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Mondiali 2018, -2 giorni: "Insalata Russia" e i cognomi strani

Da Pimparel a Muto, schieriamo l'undici più divertente

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Mancano 2 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Due giorni al mondiale. Ci restano gli ultimi sacchetti d’insalata mista che più mista non si può. Quella di oggi la condiamo con gli undici giocatori con nome-cognome degni di una rockstar, di un western anni ’50 o semplicemente quelli che vorremmo avere nella prossima vita.

In porta siamo tutti “Beto” Pimparel, portoghese, che con soprannome e cognome è pronto per guidare un peschereccio al largo di Matosinhos. Difesa a 4. Aldo Corzo, nome da sindacalista, studia Economia nel tempo libero, di professione senatore di Gareca nel Perù in qualità di ministro della fascia destra. Dalla parte opposta Nicolas Tagliafico (Argentina): c’è qualcuno che non vorrebbe chiamarsi Tagliafico per interpretare il ruolo del vice-gangster sfigato in un B-Movie? Chiunque, dai. I centrali sono personcine da cui bisogna girare alla larga: dalla Croazia Domagoj Vida, che qualche anno fa si scassò una lattina di birra sul pullman prima di una partita con la Dinamo Zagabria e pagò una multa da 100 mila euro senza fare una piega, insieme a Chidozie Awaziem (Nigeria), in formazione solo per il doppio (bella) “zie”.

Adattiamo playmaker Valentin Enrique Pimentel che potrebbe benissimo capitanare il vascello di Panama con rotta sull’Isola di Pasqua. Diamogli anche la benda, ops la fascia di capitano, un pappagallo sul braccio e una bottiglia di rum. Titolare fisso a sinistra, straight from Mexico Jesus Gallardo: nome che santifica il centrocampo, cognome cerchi in lega che brilla dritto fuori dall’angolo destro dello spogliatoio. Il suo alter-ego sull’altra fascia è Dele Alli (Inghilterra), l’unico calciatore al mondo senza un cognome da calciatori.

Tre punte, tre nomi da red carpet. Pione Sisto, già passato nei giorni scorsi su questi schermi, è il primo papa danese della storia, di casa sull’out di sinistra. Andy Polo, a destra, può anche far ballare gli avversari: muovete la cabeza, il prossimo tormentone reggaeton sarà il suo. Vero nueve, senza alcune possibilità di controbattere: Yoshinori Muto, l’esultanza più chiamata della storia del calcio.

Franco Piantanida