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Mondiali 2018, -3 giorni: "Insalata Russia" con Mathias Jorgensen

Zanka uomo bionico della Danimarca (ma con il cuore color oro... birra)

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Mancano 3 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

Questa è la storia di un soprannome… mondiale. Se non avete visto Cool Runnings – Quattro sotto zero: A) è come se foste cresciuti senza biscotti Plasmon B) c’è da coprire subito una falla socio-culturale profonda come un crepaccio dell’Annapurna Massif. Scherzi a parte, il piccolo capolavoro Disney, che racconta la storia del bob a 4 giamaicano che riesce a qualificarsi per le olimpiadi di Calgary 1988, avrà un titolo di coda in Russia a 30 anni di distanza.

Merito di Mathias Jorgensen, difensore danese con padre gambiano, e del suo amico Johan Lange. Anno 2000, i due bambini giocano nel B.93 di Copenaghen. Classica macchinata per andare in trasferta, sull’auto ci sono più bambini che posti a sedere. Mathias è l’ultimo a entrare, non c’è verso di farci stare uno spillo, spinge, s’intrufola sotto le gambe degli amici e Johan se ne esce con “sembri Sanka, il frenatore di Cool Runnings”. Da quel giorno per tutti è Zanka. Tanto che qualcuno ormai lo scambia per il cognome, sulla maglietta infatti non c’è scritto né Jorgensen (cognome materno) né Jattah- Njie (quello paterno), solo Zanka.

Dopo dieci anni tra Copenaghen e PSV Eindhoven, Mathias, sì, cioè, Zanka è sbarcato in Premier League: della storica, prima stagione dell’Huddersfield nella massima serie dal 1972, non si è perso nemmeno un secondo. Mai sostituito, mai infortunato, 3420 minuti, più recuperi, sempre in campo. Dopo la salvezza con i Terries, la convocazione mondiale era il regalo minimo.

Come quello che ha fatto nel boxing-day ai 2596 tifosi dell’Huddersfield che si sono sciroppati i 759 km andata e ritorno per Southampton. Birra per tutti: “Offro una pinta a testa a chi ci segue”. Totale 8 mila sterline. Zanka Claus is coming to town. Qualche regalino in realtà lo lascia per strada anche in campo, gli avversari ringraziano ma il più delle volte si sfracellano contro i 190 centimetri di muscoli. Parla con cognizione di causa del problema razzismo e della chiusura del calcio nei confronti degli atleti omosessuali. Mai banale. Come il suo soprannome.

Franco Piantanida