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Mondiali 2018, -30 giorni: "Insalata Russia" con Pione Sisto

In Danimarca non si sono dimenticati dell'attaccante: impossibile grazie al web...

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Mancano 30 giorni al Mondiale di Russia 2018. Ogni volta, sempre la stessa storia: “Che palle, la prossima coppa del mondo sarà tra quattro anni”. Eccoci, neanche il tempo dirlo. Meno di due mesi. Siccome è da quando collezionavo le figurine di Valderrama (nel senso solo quelle di Valderrama, perchè volevo vedere quel testone ovunque) che volevo esserne parte attiva, e stavolta ci sarò, giorno e notte per regalarvi il mese del più bello della nostra vita, ho pensato di rompervi le scatole in anticipo.

Su PremiumSportHD.it, una al giorno, storie mondiali, quelle più banali, più incredibili, quelli che andranno, che lo vedranno al ciringuito di Formentera, quelli che vorrei, quelli che vorrei ma non (c’è) posto, nei 23. 2018, caratteri a storia. Non uno di più.

La benedizione ce l’ha nel nome. Pione Sisto. Un nome papale. La benedizione salvavita i suoi genitori gliel’hanno regalata quasi subito: via dall’Uganda a due mesi dalla nascita. Impossibile crescere in un paese squarciato da decenni di guerra civile. Quasi due milioni di morti tra il 1983 e il 2005. Nel mezzo del conflitto (1995) scappare equivale a salvare. Vita, futuro e talento. 5 mila km più a nord. Hojslev Stationsby, cuore della Danimarca, sponda sud del Limfjord. Da quelle parti nei pub hanno ancora appese le foto di John Jensen e Kim Vilfort, eroi della squadra campione d’Europa nel 1992. Oh quante volte gliel’avranno raccontata al piccolo Pione questa storia. Talmente tante (anche per risicata bibliografia calcistica danese) che non vede l’ora di scriverne una tutta sua.

Magari in Russia. Mai un dubbio: Sisto è danese al 100%, è così da quando ha fatto strabuzzare gli occhi agli scout di mezza scandinavia: "Questo chi lo prende? Se impara a giocare di squadra, habemus papam". Al Midtjylland, di fatto, lo diventa. Papa. Giocatore dell’anno 2014, campione di Danimarca 2015. Primo titolo per i "lupi", squadra-laboratorio, creata a tavolino secondo principi statistici da quel genio di Matthew Benham: ex-giocatore d’azzardo, giusto il tempo di racimolare una fortuna e comprarsi il "Mid" e il Brentofrd in Championship.

Visto il film moneyball? Oltre ai numeri, anche il campo parla per Pione: esterno sinistro, piede destro, idolo Leo Messi, incubo dell’Old Trafford. Sedicesimi di Europa League: Blind e Carrick lo stanno ancora cercando. E la notifica che attira l’attenzione è sullo schermo. Negli ultimi due anni al Celta Vigo 7 gol e 14 assist. In Danimarca non si sono scordati di lui. Grazie a YouTube è quasi impossibile. Prima il tutorial da sballo per la Azonto dance e poi la conferenza stampa per la prima convocazione in Under21: irruzione dei genitori, musica a palla e bastoni in mano secondo usanza ugandese. Vergogna? Zero. Davanti ai giornaslisti Pione si leva la maglietta, si cosparge di polvere bianca e si unisce al rito. E’ la benedizione finale.

Franco Piantanida