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Calciomercato Juve, dal no di Di Natale al sì di Cristiano Ronaldo

Otto anni fa Totò rifiutava il trasferimento in bianconero, oggi il miglior giocatore al mondo si è proposto: una trasformazione incredibile

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Era il 2010, la Juve aveva appena chiuso il campionato al settimo posto e Antonio Di Natale disse no ai bianconeri che lo cercavano con insistenza: sono anni che ripete il perché di quella decisione, legata più che altro a una propria scelta di vita, quella di restare a Udine, ma fece comunque scalpore che uno dei migliori attaccanti italiani dell'epoca rifiutò la corte del club più blasonato d'Italia.

Sono arrivati altri no dopo quello, gli ultimi noti di Draxler e Witsel, che preferirono rispettivamente la comodità di Wolfsburg e i soldi della Cina, così è evidente che nel 2018 la Juventus ha terminato il proprio processo di trasformazione cominciato dopo lo sconquasso post-Calciopoli con il colpaccio Cristiano Ronaldo. Perché la cosa che più fa scalpore dell'affare del secolo, è che tutto è partito da lui e dal suo agente: si sono proposti loro alla Juve.

Dal no di Di Natale al sì di CR7 è passato così tanto tempo che la Juventus ha fatto in tempo a vincere sette scudetti consecutivi e giocare due finali di Champions. Il punto è che le ha perse entrambe ed è proprio per questo che ha comprato Ronaldo, perché ormai non le basta più dominare in Italia, ma vuole trionfare anche fuori dai nostri confini dove ormai sembra non avere rivali, al di là delle dichiarazioni di battaglia di Ancelotti, nuovo tecnico del Napoli, o dei rimpianti di De Laurentiis legati all'ultima stagione.

La Juve è l'unico club italiano che può permettersi di pagare 100 milioni il cartellino di un giocatore, l'unico che può pagarne 20 di commissione all'agente, l'unico che può darne 30 netti all'anno alla sua stella: in questi 8 anni è arrivato anche lo Juventus Stadium, il fatturato è più che raddoppiato e il titolo in borsa schizza. Ora la Juve è nel gotha europeo: le manca solo quella coppa.