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Francia, Pogba: "Guerrieri, uccidiamoli: moriamo in campo"

I discorsi nello spogliatoio prima della finale e della sfida con l'Argentina dimostrano che l'ex juventino è il leader della nazionale

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C'è un giocatore criticato fino al giorno prima della finale mondiale. Si chiama Paul Labile Pogba e ha zittito tutti con il gol del 3-1 che ha spianato la strada al trionfo della Francia. Quello che viene fuori, con qualche giorno di ritardo, è che uno dei giocatori più cari della storia del calcio, continuamente nel mirino di stampa e tifosi per i suoi atteggiamenti, si è dimostrato un meraviglioso leader. Il video del suo discorso nello spogliatoio prima della finale è da brividi. E aveva fatto lo stesso prima dell'Argentina. Un capitano senza fascia.

"Non voglio parlare troppo, sappiamo tutti dove siamo, sappiamo tutti quello che vogliamo, conosciamo la strada che abbiamo attraversato - dice Pogba ai compagni -. Posso vederlo nei nostri cuori, nei nostri occhi: siamo concentrati. Ragazzi, non dimenticatevelo, siamo a soli 90 minuti da una storia incredibile: una partita, non so quante ne abbiamo giocate nelle nostre carriere, nelle nostre vite, ma qui cambierà tutto, cambierà la storia, ci sono due squadre e una coppa, è lo stesso per loro, lo vogliono, abbiamo perso una finale, lo sappiamo, ce l’abbiamo ancora qui. Oggi ci guardiamo l’un l’altro e non dobbiamo permettere a nessun’altra squadra di prendere ciò che è nostro. Stasera ci dobbiamo guadagnare un posto nella memoria dei francesi, dei loro figli, dei loro nipoti. Oggi solo 90 minuti ci separano dalla storia. Quindi ora vi guardo, non voglio gridare. Andiamo in campo come guerrieri. E dopo voglio vedere le lacrime, lacrime di gioia, non lacrime di tristezza. Lacrime di gioia sul campo e tutti che ci baciamo e abbracciamo. Chiaro?”. Com'è finita lo sappiamo.
 

Anche prima dell'Argentina Pogba aveva preso la parola: "Ragazzi, voglio vedere dei guerrieri sul campo stasera. Non voglio andare a casa. Stasera io non torno a casa, dobbiamo rimanere ancora in questo hotel, continueremo a mangiare quella cazzo di pasta. Non me ne frega niente, oggi non andiamo a casa, saremo felici, voglio festeggiare. Dobbiamo morire sul campo, ma nessuno deve lasciare il suo compagno di squadra, dobbiamo essere compatti. Guerrieri, soldati, oggi li uccideremo, gli argentini. Messi o non Messi, non me ne frega niente, andiamo a prenderci questa fottuta Coppa del Mondo".