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Argentina, punture di spillo all'avversario: "Poverino, l'ho ucciso..."

Allende, giocatore del Pacifico, ammette la scorrettezza utilizzata contro Otero dell'Estudiantes: "A quelli di Primera il gioco sporco non piace..."

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Difficile capire se sia più scioccante quanto avvenuto in campo domenica, durante Estudiantes-Pacifico de General Alvear, o la schiettezza con cui tale Federico Allende ha ammesso la scorrettezza utilizzata per far fuori dalla Coppa di Argentina rivali sulla carta più forti: "Te lo giuro - ha confessato alla radio il difensore del club di Federal B, la quarta serie argentina - Povero negro (testuale, n.d.r.), l'ho ucciso. Cosa volevi che facessi? È andata così, sapevamo che avremmo dovuto giocare sporco perché a quelli di Primera non piace. Mi avrà odiato, ma il calcio è questo. Avevo due puntine, una nei parastinchi e l'altra in mano".

Il fatto è questo: Allende, che non ha onorato il prestigioso cognome che porta, ha infastidito continuamente Juan Otero durante tutta la partita. Le lamentele del giocatore dell'Estudiantes in campo non hanno prodotto alcun effetto: "Ho fatto presente la cosa all'arbitro più volte, ma non mi ha dato retta. Mi ha punto quattro volte sulla spalla, per fortuna non mi ha fatto male". Allende, a quanto pare, aveva predecessori illustri: la stessa strategia la usava Carlos Bilardo, poi diventato c.t. dell'Argentina campione del mondo. Ma erano altri tempi...