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Boca Juniors, Tevez: "Parlerò col presidente, magari torno"

L'Apache ha nostalgia: "In Cina sto bene, ma le domeniche alla Bombonera mi mancano. Quando sono andato via, dovevo farlo"

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Non è detto che chi lascia la fidanzata, o il fidanzato, soffra meno del partner. Carlos Tevez, ad esempio, in un certo senso ha "tradito" il suo amato Boca Juniors, o quanto meno ha scelto di abbandonare il tetto coniugale. Ma adesso, a distanza di otto mesi, potrebbe decidere di rinunciare al ricco ingaggio da 40 milioni l'anno che gli hanno offerto in Cina, e tornare a casa. Ecco le dichiarazioni principali che l'ex attaccante della Juve ha rilasciato a Radio Super Mitre.

"Il Boca mi manca. Vedere le partite dalla Cina è difficile. Mi mancano le domeniche, perché era il giorno in cui indossavo la maglia del Boca, andavo alla Bombonera ed ero felice. Tornerei per i tifosi, per la gente, sono le cose che mi motivano e che metto nella bilancia quando penso di tornare. Quello che mi piace di più è sentire la tifoseria del Boca, fare felice la gente del club che amo".

"Il sogno è vincere la Copa Libertadores. Poi, però, se vinci la Libertadores ti dicono che non ti puoi ritirare così, che devi rivincerla e così non non si finisce più. Il mio addio? Se qualcuno si fosse sentito tradito lo capirei, ma vorrei che qualsiasi critica dovessero rivolgermi fosse espressa con rispetto. Se dovessi tornare so già che dovrei dimostrare qualcosa e che dovrei giocare a un livello più alto di quello che avevo. Non è che perché sei Tevez e sei un idolo devi smettere di dimostrare”.

"Quando sono andato via a dicembre, era arrivato il tempo. Il giorno in cui abbiamo perso la coppa non stavo più bene e ho chiesto di andare via in tre giorni. Non era rispettoso per colleghi e tifosi per come stavo giocando e dovevo decidere".

"Non vedo il presidente da quando abbiamo vinto il campionato, ma ora ci incontreremo e parleremo di tutto. Come ho detto già due mesi fa sto bene qui in Cina, ovviamente però non ho ancora preso una decisione e in questi 10 giorni a Buenos Aires vedremo cosa succederà".