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"Fair Play Finanziario, il Milan ha 4 anni di tempo per evitare sanzioni"

Umberto Lago, uno dei padri del FFP: "Neymar? Costo sostenuto dal Psg"

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Il Fair Play Finanziario lo conosce bene perché ne è stato uno dei 'padri' con il greco Mavroidis e il tedesco Franck. Ha fatto anche parte dell'organo UEFA per il Controllo Finanziario dei Club (CFCB), ricoprendo ad interim (aprile 2014-settembre 2015) il ruolo di responsabile della camera investigativa chiudendo da vicepresidente 4 mesi fa. In una lunga intervista a Repubblica Umberto Lago si sofferma su alcuni temi che hanno tenuto e stanno tendendo banco nel mondo del calcio. A cominciare dal mercato roboante del Milan: "Il voluntary agreement dei rossoneri? Nessuna bocciatura da parte dell'Uefa. Per il ritardo nel closing con la nuova proprietà i tempi di analisi della UEFA erano stretti. Il dossier verrà ripresentato dopo la pausa estiva e il mercato, in un periodo più adeguato per l’istruttoria. Il Milan dovrà dimostrare la continuità del business plan per 4 stagioni. La prima è libera e la campagna acquisti senza restrizioni".

Lago indica un lasso temporale preciso: "Per evitare sanzioni finanziarie o sportive, il Milan deve portare il bilancio in equilibrio in 4 anni, incrementando i ricavi. Nel piano potrebbero essere inseriti obiettivi: se incrementi gli stipendi più di un tot, scatta la sanzione. Ma le spese per la Champions League rientrano nell’ottica di chi investe". 

Quanto ai patteggiamenti di Inter e Roma con il massimo organismo continentale (multe e rose limitate) l'economista spiega: "Mi limito a dire che i club, col settlement durante il cambio di proprietà, hanno lavorato bene. Dovrebbero esserne soddisfatti: percorso virtuoso". 

Dall'Italia alla Spagna e alla Francia, scosse sportivamente parlando dall'affare Neymar: "L'Uefa valuta l'impatto economico. Supponiamo un'uscita di 230 milioni e l'entrata di un asset da 230 milioni, che grava sul bilancio per 110 milioni a stagione tra clausola e stipendio. Non è di per sé un male, se il club genera 110 milioni di nuovi ricavi. Il Psg arriva da due bilanci in utile: la procedura d'infrazione scatterà solo se, conteggiati gli utili precedenti, il deficit supererà i 30 milioni. Se la clausola fosse stata pagata dal giocatore, l'Uefa qualche domanda la farebbe. Il dubbio non rimarrà a lungo. Io penso che il costo sia stato sostenuto dal club. La sponsorizzazione del Qatar è stata accettata fino a un certo valore. E nel 2014 le sanzioni al Psg furono forse le più pesanti mai applicate".