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Atalanta, Petagna: "Pensavo di smettere, oggi sogno un gol alla Juventus di Allegri"

L'attaccante nerazzurro: "Quando il Milan comprò Matri, mi chiusi in bagno a piangere"

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Andrea Petagna è una delle sorprese più piacevoli di questa stagione. Un'esplosione ancora più inaspettata se si pensa al recente passato dell'attaccante dell'Atalanta: "L'anno scorso avevo pensato di smettere. Ero reduce da una stagione deludente divisa fra Latina e Vicenza, e con un solo gol all’attivo. Nessuno mi voleva prendere: per la serie B avevo un ingaggio troppo alto e il Milan, proprietario - all'epoca - del mio cartellino, non aveva intenzione di partecipare alla corresponsione dello stipendio. In Lega Pro non mi voleva mandare e l’unica squadra che all'epoca era sulle mie tracce era l'Ascoli. Poi per fortuna i marchigiani furono ripescati in B e la mia carriera cambiò di nuovo direzione", le sue parole in un'intervista al Corriere della Sera.

"In quel periodo - continua il 21enne di Trieste - mi stettero vicini il mio procuratore Giuseppe Riso e il mental coach Roberto Civitarese". Petagna si sofferma poi sull'esperienza al Milan: "Debuttai in Champions a 17 anni con Allegri. Andavo al liceo psico-pedagogico con sua figlia Valentina. Che allenatore è? Un grandissimo gestore di campioni. Nell'estate 2013 - quando Galliani lo definì "incedibilissimo" - segnai al City e nel Trofeo Tim. Con Pazzini infortunato ero l’altro attaccante a disposizione assieme a Balotelli. L’ultimo giorno di mercato il Milan comprò Matri. Quando lo venni a sapere mi chiusi nel bagno del ristorante e piansi".

Il bomber nerazzurro svela anche qualche curiosità: "Giocavo negli Allievi del Milan. Ero in terza superiore, nevicava e non volevo andare a scuola. Litigai con il tutor, con tutti. Andai in quella che pensavo essere la sede dell'Inter. “Dov’è il settore giovanile? Voglio giocare per voi”. Era la portineria della Saras, la sede della società di Moratti. Venne Giuseppe Riso a riprendermi". Sulla sfida di sabato contro la Juventus: "Come si battono? Correndo più di loro. Di certo non ci scansiamo. Gasperini? Il più bravo allenatore che ho avuto".