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Buffon, addio alla Juve ma non al calcio: "Decisione tra 10 giorni"

Il portiere: "Ringrazio la Juve, seguirò quello che urla la mia indole. Con la Nazionale ho chiuso"

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L'attesa era spasmodica, Buffon smette o continua a giocare? Anche dopo la conferenza stampa del numero uno, il dubbio resta vivo, ma una certezza c'è: lascerà la Juventus. "Sabato sarà la mia ultima partita con la Juve - esordisce quasi in lacrime un emozionatissimo Buffon nella conferenza stampa all'Allianz Stadium - Credo sia il modo migliore per finire questa grandissima avventura, con altre due vittorie. Avevo temuto di arrivare alla fine della mia avventura da sopportato o da giocatore che aveva fuso il motore, posso dire che non è così e ne sono molto orgoglioso".

Sul futuro, però, come detto, nessuna certezza: "Sabato giocherò una partita che è la mia unica certezza. Andrea Agnelli è a conoscenza di quello che sta accadendo ed è un consigliere del quale non voglio privarmi. Fino a 15 giorni fa era risaputo che avrei smesso di giocare, adesso sono arrivate delle proposte e delle sfide stimolanti sia in campo che fuori. La più importante mi è arrivata proprio da Andrea e dopo questi tre giorni densi di emozioni, la prossima settimana, dopo qualche riflessione serena, prenderò la decisione definitiva. Seguirò ciò che urla la mia indole e la ma natura"

"Su un possibile altro anno deciderò la prossima settimana e non cambierà nulla nel mio umore - continua Buffon - Nella mia testa ero già un ex giocatore fino a 15 giorni fa quindi qualunque cosa succederà sarò felice. L'importante era non macchiare questa mia vita nella Juve e non deludere certe persone che hanno creduto in me. La Juve è una società seria e deve programmare il futuro, sono il primo a capire questo e ho pensato fosse giusto proseguire così. Volevo solo finire nel miglior modo possibile. La Juve, non scordiamoci, ha un portiere di un valore eccelso".

"Che sentimenti provo oggi? Una grande gratificazione per la vicinanza della società e dei compagni. Sarò incosciente, ma del futuro non ho paura o comunque una paura moderata: io vivo per le nuove sfide, per le nuove avventure, sono stimoli essenziali nella vita". E la Nazionale, a Gigi, sembra non dare più stimoli: "Se Buffon era diventato un problema tre mesi fa, non oso pensare cosa possa essere oggi. Diventerebbe qualcosa di complicato da gestire e dal quale voglio tenermi lontano perché non penso di meritarmelo. L'amichevole con l'Olanda? Non ho bisogno di altri attestati di stima e di celebrazioni varie. Le persone vanno onorate e rispettate quando sono vive, non quando sono morte". La Nazionale ha grandi e giovani portieri che devono fare le loro esperienze". Nè l'Italia intesa come azzurro, né l'Italia intesa come Serie A: "Parma e Genoa sono solo suggestioni, di continuare in Italia non se ne parla".

"Cosa deve offrirmi un club per convincermi? Si va in base a percezioni e a quello che ti trasmette un certo progetto, l'importanza e gli stimoli che potresti avere. Conta anche il mio stato di forma. Devo fare tante riflessioni. Comunque sono un animale da competizione e non mi sentirei a mio agio in campionati inferiori".  Buffon sogna ancora la Champions League, ma sul suo capo pende la possibile, lunga, squalifica della Uefa per le frasi dopo Real-Juve: "In campo l'arbitro ha decretato un'espulsione che oggi non ho ancora capito e su cui che anche voi dovreste riflettere. Invece per quello che ho detto fuori dal campo, è evidente che io abbia trasceso e ne sono dispiaciuto perché in 23 anni di Champions non sono mai nemmeno stato espulso e squalificato. Ho semrpe avuto una condotta educata".

In conclusione, da capitano a futuro capitano, l'eredità per Giorgio Chiellini: "Non posso dargli consigli, abbiamo vissuto in simbiosi per 13 anni. Sappiamo bene in che modo si arriva ai risultati e Giorgio incarna alla perfezione quello che deve essere il capitano della Juve. Gli faccio un in bocca al lupo speciale".