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Da Pirlo e Inzaghi a Bonucci: tutti i 'nemici' di Allegri

Le 'storiche' fratture tra il tecnico e alcuni giocatori di Milan e Juventus

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Parole, insulti, rumore. Tanto rumore, troppo per una società come la Juventus. Le immagini, sul finire della partita con il Palermo, svelarono un caso. Allegri contro Bonucci, che al fischio finale scappò nello spogliatoio senza salutare i tifosi. Cinque giorni dopo arrivò l'eslcusione dalla Champions con lo sgabello di Oporto. Adesso, dopo mesi a nascondere la spaccatura, il saluto di Bonucci sulla Gazzetta dello Sport toglie ogni dubbio: grazie a società, capitano, compagni, tifosi. Non una parola su Allegri. E così il rumore torna, come prima, più forte di prima.

"Il rumore dei nemici", si potrebbe dire citando Mourinho. Perché se in molti lodano l'operato di Allegri, non tutti gli sono stati particolarmente amici. Il primo caso collega proprio Milan e Juventus. È a lui che nel 2011 viene imputata la frattura tra i rossoneri e Andrea Pirlo. Il regista non rientrava più nei piani dell'allenatore. Vinse il suo ultimo scudetto a San Siro, fece la valigie e portò quattro titoli alla Juventus. L'ultimo proprio con Allegri in panchina.

L'anno dopo fu il turno di Inzaghi. Il re di coppa, l'uomo dei record, escluso dalla lista Champions. "Non è ancora in condizione dopo l'infortunio al ginocchio", spiegò Max, che però si portò dietro Mexes infortunato e Gattuso squalificato. Sei mesi dopo toccò a Ibrahimovic. Arsenal-Milan, 3 a 0 il primo tempo e qualificazione in bilico. Negli spogliatoi lite furibonda tra Zlatan e l'allenatore. "Vennero quasi alle mani", racconta anni dopo Zambrotta. E il terzino imputa proprio ad Allegri lo scudetto perso quell'anno contro la Juventus.

Nell'ultimo anno a San Siro, il caso Antonini. L'esterno venne praticamente isolato in ritiro, poi ceduto al Genoa. Quando Allegri fu esonerato, la moglie di Antonini scrisse su Twitter "finalmente godo", un cinguettio ripreso poche ore dopo dal marito. Sotto la mole l'ultimo caso fu Tevez, sostituito all'85esimo di Juventus-Real. Ad Allegri uscendo diede del "cagon", epiteto per il quale la traduzione non serve. Ora Bonucci, che fa le valigie e vola a Milano. "Il rumore dei nemici". A Mourinho piaceva, alla Juventus un po' meno. E con la cessione di Bonucci sperano di averlo silenziato.

Davide Giuliani