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Dybala: "Sono alla Juve grazie a Tevez, mi convinse lui..."

L'attaccante: "Il mio idolo rimane un trequartista, anzi il trequartista: Riquelme"

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Nel giorno del rinnovo con la Juventus fino al 2022, Paulo Dybala rivela a Olè alcuni retroscena legati al suo passaggio in bianconero. "Quando mi dissero per la prima volta che la Juventus era interessata a me, non ci ho pensato un attimo a dire sì. Tevez per me è un idolo. Mi chiamò dicendo che sapeva che la Juve mi stava per comprare e che lui mi voleva. La prima cosa che gli chiesi fu: 'Carlos, ma tu rimani?'. Perché dicevano che io avrei dovuto colmare il vuoto che avrebbe lasciato lui, ma io desideravo giocare con lui. Carlitos mi disse che non sapeva ancora cosa sarebbe successo. Così io scelsi lo stesso di andare alla Juventus. Alla fine ciò che si diceva era vero: avrei dovuto prendere il suo posto, mentre lui andò al Boca" sottolinea la Joya che fino a questo momento non sta davvero facendo sentire la mancanza dell'Apache. 

Dybala racconta poi le posizioni occupate in campo nel corso della sua carriera, fin dagli esordi, e la passione calcistica per un giocatore in particolare: "Nel mio villaggio giocavo da ala sinistra, come fa Di Maria. Poi ho spostato il mio raggio d’azione sulla trequarti. Ma nell’Instituto ho anche giocato da falso nueve. Mi sono trovato benissimo anche in quella posizione, anche se adesso alla Juve gioco dietro Higuain. Il mio idolo rimane un trequartista, anzi il trequartista, Juan Roman Riquelme. Quando ero bambino lo guardavo in televisione e mi piaceva moltissimo. Però non l'ho mai visto dal vivo e non l'ho mai potuto conoscere. Mi piacerebbe incontrarlo".

Infine un'ultima rivelazione: "Un altro mio sogno era scambiare la maglietta con Buffon. La prima volta che lo affrontai, mi avvicinai a lui, però poi mi frenai: 'Che faccio? Gliela chiedo o no'. La seconda volta che lo affrontai ho fatto la stessa cosa, mentre la terza mi sono deciso. 'Ce la scambiamo', gli chiesi. Lui disse di sì. Fu indimenticabile. Un’altra maglia che volevo avere era quella di Pirlo. Quando gliela chiesi però, mi rispose che l’aveva promessa a un altro mio compagno che, però, vide quanto ci tenessi e me la diede. Oggi quella maglia è incorniciata e appesa a casa mia. Adesso ho io la sua 21, anche se avrei voluto la 9, ma quella era di Morata".