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Inter, nessun provvedimento per Ausilio

Fastidio per le dichiarazioni di giovedì, ora Suning deve intervenire

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Qualche fastidio, un po’ di imbarazzo ma nessun provvedimento per Piero Ausilio, regolarmente a bordo campo durante l’allenamento del venerdì di Icardi e compagni. Il giallo per le sue dichiarazioni senza freni agli studenti universitari del corso in diritto sportivo della statale di Milano sembra parzialmente rientrato, almeno per il momento.

Il direttore sportivo interista, nonostante fosse stato avvisato dei rischi che correva, è stato sicuramente ingenuo, ma a parte qualche frase non molto elegante, come quel "signore indonesiano che fa business", riferito a Thohir ancora presidente dell’Inter, non ha detto niente di diverso da quello che aveva dichiarato nel duro sfogo dopo la sconfitta con il Crotone, fanno sapere da corso Vittorio Emanuele.

Rimane un pesante attacco alla squadra "sempre più divisa in gruppetti non solidali, di etnie diverse, in cui ognuno non fa più del suo e pensa a se stesso" che inevitabilmente non può che creare una frattura più o meno insanabile con i giocatori, anche se ne dovessero partire molti nel prossimo mercato.

La cosa più grave in casa Inter è appunto questa guerra tutti contro tutti che continua senza esclusione di colpi, Suning dovrebbe invece cercare di stopparla anche perché indebolisce ulteriormente l’immagine della società e non aiuta sicuramente a convincere top coach o top players ad accettare di trasferirsi a Milano, nonostante i ricchi contratti che la proprietà cinese sta offrendo ai quattro venti, come si è capito anche dalle parole di Ausilio quando ha spiegato le difficoltà nerazzurre per trovare il nuovo allenatore.

In questa situazione tutt’altro che semplice Walter Sabatini, che a Roma verrà presentato alla squadra, dovrà cercare di mettere ordine scrivendo la parola fine anche a queste assurde faide interne.