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Juve, Marotta: "Matuidi ben pagato, se si pensa a Bonucci..."

L'a.d. bianconero e l'addio del difensore: "Non è Allegri la causa, erano già emerse delle insoddisfazioni"

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Il mercato, passato e futuro, gli obiettivi stagionali, un po' di aneddoti: Beppe Marotta a 360° sulla Juve nell'intervista rilasciata a Il Giornale. Ecco le dichiarazioni principali.

"Andrea Agnelli ha creato un modello vincente. Il core business è fare calcio. Ma devi avere alle spalle una squadra invisibile che ti supporti in tutto. Lui è stato lungimirante, con due principi: la competenza e la delega. E tutto alla Juve è volto alla vittoria".

"Per Higuain si è creata un'opportunità d'uscita dal Napoli in un momento storico in cui noi abbiamo ritenuto di fare quell'investimento. Ma non si può pensare di farlo tutti gli anni. E quel trasferimento l'abbiamo chiuso prima della definizione del passaggio di Pogba allo United, che era comunque prevedibile e ovviamente ha facilitato l'affare del Pipita".

"L'addio di Dani Alves è stato un fulmine a ciel sereno, ha fatto una scelta che sembrava essere il City, poi è arrivato il Psg. C'è stato un momento di contrasto, perché ho fatto valere il rispetto del professionista nei confronti della Juventus. Per Bonucci premetto che l'allenatore non è la causa. Eravamo preparati perché nelle discussioni che normalmente si fanno erano emerse delle insoddisfazioni del giocatore. Matuidi strapagato? Non sono d'accordo. Venti milioni più bonus per un giocatore integro fisicamente che aggiunge personalità sono sostenibili. Se si pensa che abbiamo venduto Bonucci a quaranta...".

"La Juve ha espresso il 70% del suo potenziale finora. Il Napoli gioca meglio? Ogni squadra ha un suo dna. La Juve è quel calzettone strappato che Boniperti aveva in ufficio. Noi comunque abbiamo l'obbligo di vincere. Siamo costruiti per lo scudetto, non conquistarlo sarebbe una sconfitta. Non temiamo il Var, anzi può legittimare le nostre vittorie".