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Milan, il cda si rinnova il 21 luglio: Scaroni possibile presidente

Il consiglio si è riunito senza cinesi convocando la nuova assemblea: c'è il nome del principale candidato del fondo Elliott

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Nulla di fatto, ma si sapeva già. Il Milan è già entrato nell'era Elliott, eppure la nuova proprietà non si è ancora insediata: il c.d.a. che si è riunito oggi in assenza dei consiglieri cinesi, ha potuto soltanto convocare la nuova assemblea del 21 luglio (ore 9), dopo la quale verrà nominato il nuovo presidente. Quel giorno il Tas si sarà già pronunciato sull'esclusione dei rossoneri dall'Europa League determinata dalla violazione delle norme sul fair play finanziario.

Il nome più gettonato, al momento, è quello di Paolo Scaroni. Il manager vicino a Elliott, dall'aprile 2017 membro del cda del club, potrebbe essere l'uomo designato dal fondo statunitense, che nei giorni scorsi ha concluso la procedura di escussione entrando in possesso della società rossonera dopo il default del precedente proprietario e presidente, il cinese Li Yonghong.

L'avvocato Roberto Cappelli, uno dei consiglieri, non si è sbilanciato al termine del c.d.a.: "Il consiglio si è riunito, ma in assenza dei consiglieri cinesi non si è formato il quorum costitutivo e la riunione non era validamente costituita. L’assemblea (dei soci, ndr) è stata convocata dal Presidente del collegio sindacale sabato 21 alle ore 9 e avrà come oggetto il rinnovo del CdA e la revoca dei consiglieri. Oggi non c’era la nuova proprietà ma solo i consiglieri italiani. Decisioni della nuova proprietà? Non abbiamo indicazioni per il momento, vedremo all’assemblea... La prima riunione del nuovo CdA sarebbe opportuno averla immediatamente dopo l’assemblea per ridare i poteri e tutto quello che è necessario. Scaroni presidente? Non sappiamo nulla...".