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Nuovo stadio della Roma, nove arresti per corruzione

Coinvolti politici e imprenditori. Pallotta: "Club trasparente, l'impianto si deve fare"

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Pesanti ombre sul nuovo stadio della Roma. Secondo quanto riferisce l'Ansa ci sono nove arresti dei Carabinieri nell'ambito di un'indagine, coordinata dalla Procura della Capitale, su un'associazione a delinquere finalizzata alla commissione di condotte corruttive e di una serie di reati contro la Pubblica amministrazione nell'ambito delle procedure connesse alla realizzazione dell'impianto a Tor di Valle. 
 
Fin dalle prime luci dell'alba è stata eseguita dal Nucleo Investigativo del Comando Provinciale la misura cautelare, emessa dal gip di Roma, nei confronti appunto di nove persone, di cui sei in carcere e tre ai domiciliari: sono coinvolti imprenditori e politici tra i quali Luca Parnasi, proprietario della società Eurnova che sta realizzando il progetto, il presidente di Acea Luca Anzalone, il vicepresidente del Consiglio Regionale Adriano Palozzi, e l'ex assessore regionale, e attuale consigliere, Michele Civita

PALLOTTA: "STOP AL PROGETTO? MI VERRETE A TROVARE A BOSTON"

"La Roma non fatto nulla di male, siamo stati trasparenti (lo ha confermato anche il pm ndr): non vedo perché il progetto stadio si debba fermare, tutti lo vogliono e si deve andare avanti. Ho passato due ore difficili ma ora è tutto ok: risolveremo la questione". Il presidente giallorosso James Pallotta commenta così l'inchiesta sul nuovo impianto a Tor Di Valle. "Se ho sentito Parnasi (finito anche lui in manette ndr)? Non credo che in cella si possano usare i telefonini".

Cosa succede se l'indagine fermerà il progetto? "Vorrà dire che verrete a trovarmi a Boston..": aggiunge Pallotta, uscendo dall'albergo romano nel quale risiede in questi giorni di vacanza. In passato l'imprenditore statunitense aveva ipotizzato la vendita della società in caso di mancata costruzione dello stadio. "Quando l'ho detto?..." si è schermito oggi, prima della battuta che lascia intendere un disimpegno.