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Pioli: "Inter, crediamoci: il quarto posto è a 5 punti"

Il tecnico nerazzurro: "Mourinho si infuriò a Bergamo? Non sapete cosa ho detto io dopo Crotone"

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Due punti nelle ultime quattro partite, la delusione del derby con il pari di Zapata arrivato al 97': l'Inter si presenta sabato a Firenze provando a riprendere la rincorsa all'Europa League. Al momento il settimo posto in classifica la tiene fuori dallle coppe.

Ecco le parole di Stefano Pioli in conferenza

"C'è fiducia perché c'è la voglia di dimostrare che possiamo fare bene, che possiamo finire il campionato in posizione migliore. L'Europa League deve essere un obiettivo, dobbiamo tornare alla vittoria e migliorare la posizione in classifica. Rincorriamo da sei mesi, non abbiamo troppo distacco e sono convinto possiamo farcela. Siamo a 5 punti dalla quarta (la Lazio, n.d.r.) e abbiamo lo scontro diretto"
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"Ci sono state due situazioni che ci hanno penalizzato in questo periodo: gestione della palla, perché abbiamo subito gol perdendo palle banali, e le palle inattive. Su questi due aspetti dobbiamo tornare in modo positivo. È chiaro che nell'arco di una stagione ci possano essere momenti in cui sei al top e altri meno. Nelle ultime gare ci è mancata la capacità di stare dentro la partita con attenzione per tutti i 95 minuti e questi sono errori che paghi a caro prezzo anche non vincendo gare che avremmo meritato".

"Noi abbiamo sbagliato la partita di Crotone, quello è stato il nostro grande errore: parlare di scarso impegno non è la strada giusta. Abbiamo fatto degli errori che prima non facevamo e dobbiamo fare sempre meno perché si sta avvicinando la fine del campionato. Mourinho si infuriò dopo Bergamo? Voi non sapete cosa ho detto io negli spogliatoi dopo Crotone..."

"L'allontanamento dalla Champions ha pesato? No, in genere sono molto attento a queste situazioni, valuto l'operato dei dirigenti nei momenti delicati di una stagione. Troppo facile parlare quando le cose vanno bene, diventate bravi anche voi giornalisti. Invece giudico i dirigenti con cui lavoro quando le cose non funzionano. Sono fortunato perché ho grande sostegno dalla società poi è normale che siamo tutti legati ai risultati"